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Tacitiano apologo di un talamo sulle spoglie della “Capitale de Facto”

26 Febbraio 2018|521 Views|0 Comments
Tacitiano apologo di un talamo sulle spoglie della “Capitale de Facto”

Quel profumo icastico di un bouquet sbocciato…
L’ho visto volare, forse finito in mare a far felice una coppia
di innamorati pesci…

Quella luce che pareva il ripetersi di flash impazziti ha illuminato
il mio animo stanco e il mio cuore vessato e dietro a quegli
sguardi scivolosi tanti farisei colmi di congetture e verdetti.
Oh strambi insipienti e nient’altro che baciapile,
il mio rifugio tra virgulti e centellini di raffinata beva gallica…

Ebbra di ambrosia e satolla di gaudioso nutrimento ma prossima
al mancamento per desio di affettività, quella luce e quei
profumi che hanno rivoluzionato la mia intima piscina.
In meno tempo di un risveglio d’orlo tutto è svanito, quella
meravigliosa fiandra, quelle mani di candido cotone, quella
leggera brezza.

Troppa prescia, troppo poco, troppa paura che l’amore scompaia insieme
a bottiglie vuote, e allora via di corsa…
Io sola contro tutti come sempre in un campo di passiflora
che nessuno riesce a cogliere…..
L’Amor che piglia il volo e l’inseguimento dei senza ali…

– dalle Grandi Ali di Anna, Poesie in Raccolta, maggio 2011 –

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