Occhiali da Sole

Avevo un dolore che non riuscivo a spegnere
mille cose in testa,
le idee si scontravano
e stancamente a brandelli si ricomponevano,
l’aria fuori faceva schifo,
il posto più bello era quella finestra
verso la quale lasciavo uscire una fune
di intricati  pensieri
perchè l’universo potesse sistemarli ordinatamente.

Un’ora più grande si gettava nella mezzanotte,
finalmente gli animi inquieti a dormire
quelli malvagi si spegnevano per l’eternità
quelli miti un canto in più per regalar risvegli
e io che non so in quale cerchio fossi seduta
forse nel secondo tra i lussuriosi
o nel terzo tra i golosi,
oppure nel quinto tra gli accidiosi
magari nel settimo tra i violenti, trascinata per i capelli
e lasciata lì seduta a osservare la morbosità
di trattenere un’umiliazione.

E intanto solfeggiavo, canticchiavo melodie
che confondevano il dolore, che mi allontanavano
da quel cerchio maledetto.
Un vestito che mi hanno aiutato a togliere
mi hanno detto che avrei sentito freddo
mi hanno detto che non era tutto finito ma solo cambiato
mi hanno detto di smetterla di chiudermi in una scatola
mi hanno detto di non avere paura o meglio di prenderla a pugni.

Indossavo un paio di occhiali da sole
una mano me li tolse dal viso.
L’altra era pronta a spiegarmi la luce, la luce del sole.

(Foto di Orion from Unsplash)

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