La Rinascita

Una Pasqua mentore

Tra uova, casatielli, colombe e capretti, ingiurie ed epiteti di animalisti e vegani, ricordo una Pasqua di tanti anni fa, movimentata dalla pertinenza all’uso poco controllato della parola!
Se questo è il giorno commemorativo della rinascita,pensai, o io non ho capito nulla o gli esseri umani seduti al mio tavolo hanno accumulato così tanto livore da sentirsi autorizzati ad esprimere qualsiasi cosa possa creare tensione e chi se ne importa se è Pasqua, Natale o Carnevale l’importante è trovare l’occasione per sbattere in faccia l’uno all’altro anni di remissione e acquiescenza.
Mi alzai a fare due passi e pensai che l’anno successivo avrei scelto un “banchetto” più rilassante, all’improvviso un commensale mi chiese perchè mi fossi alzata senza aver espresso la mia opinione, mai occasione fu più gradita per scavare in quella testa dura e fargli apprendere quanto fosse necessario il mio silenzio! Un silenzio che aprì una straordinaria opportunità nella mia vita: mettermi in discussione prima di trasformarmi in un Gorgonopsi come quelli seduti al mio tavolo!

Perchè nessuno “lasciava correre”? Tutti violentemente attaccati alle proprie scelte, alle proprie convinzioni, come unico ed assoluto modus vivendi. Stavo assistendo ad un’ esternazione di massa di uno stato patologico che altera di molto la realtà: il delirio di onnipotenza! Mio Dio, chiesi,  ma non è che son tutti invidiosi della resurrezione di Cristo? Mi spiego meglio, la festeggiano senza sapere cosa sia realmente, tutti vorrebbero rialzarsi, risorgere dalle difficoltà, da momenti cupi ma in quanti sono in grado di farlo nella più totale umiltà, senza spargere sangue e ulteriori complicazioni? Boh, non lo so quantificare, fate voi.

Me ne andai con mille quesiti da porre al mio indulgente Dio ed una risposta che ebbi immediatamente: l’esperienza di lasciar andare e di mettermi a nudo senza corazze e senza difese, mi diede la possibilità di incontrare la mia vera natura, di fare amicizia con me stessa.
Da qui il mio percorso con una persona che mi aiutò “considerevolmente”!
Se ho avuto paura? Eccome se ne ho avuta! Ero terrorizzata ma non più di quanto ne sarei stata se fossi andata avanti a vivere la persona che non ero. Perchè mai la mia anima docile doveva condividere l’arroganza di un non conviviale pranzo?
Era un vestito che alla lunga mi stava scomodo perché non mi permetteva di esprimermi liberamente, mi procurava complessi, ansie e atteggiamenti difensivi perchè dovevo proteggere quel personaggio che mi ero costruita per affrontare gli altri, la società, la vita, belve inferocite e umani disumanizzati.
Quando mi resi conto che era più importante la mia autostima e la reale opinione che Anna aveva di Anna, piuttosto che il giudizio altrui e l’accettazione altrui, incontrai finalmente  quella bambina che piano piano nel tempo  riuscii a far crescere, ad accudire, a comprendere e soprattutto a considerare!

L’Anno successivo feci  “Una Pasqua con chi vuoi” ma ciò nonostante mi sentii in colpa di aver lasciato i miei genitori, di aver rifiutato l’invito del mio migliore amico e di aver detto no a qualche souvenir del tempo.
Poi capii che quei no furono la svolta e la spinta a prendere in mano la mia vita, incontrai anni di egoismo e di autoreferenzialità,  per quanto io riuscissi a passare dall’altra parte, visti i precedenti caritatevoli che mi rappresentavano. Insomma per migliorarti devi far emergere tutto, se stai lavorando su te stesso/a sposti la concentrazione e ti dedichi a tutto ciò che ti riguarda.
Speravo finisse al più presto quel periodo che mi faceva sentire come se stessi dando quotidianamente esami all’università: sarò in grado o non sarò capace? L’intenzione a lasciar tutto come prima era sempre in agguato e mi molestava notte giorno, la mia mente, in bilico tra il desiderio del nuovo e la pigrizia del vecchio, mi suggeriva di abbandonare la salita e riprendere la confort zone.

Incontrai un amico indiano, Sari, che conobbi parecchi anni prima, quando vivevo a Oxford, mi suggerì un percorso in Tibet, una di quelle cose da film che inizialmente mi parve poco praticabile, poi accantonando pregiudizi e accidiosi stimoli di auto conservazione, riuscii a vederlo come un’apertura, una crescita, un’estensione della mia anima e della mia cultura. Partii alla volta di Yamdrok Lake, uno dei laghi sacri tibetani. Una straordinaria gemma di rara bellezza a 4400 metri di altitudine sul livello del mare. Un lago in grado di aiutare le persone a ritrovare il Dalai Lama reincarnato. Lì incontrai un monaco che mi aiutò nella preghiera, nel canto e nelle danze divinatorie. Mi accompagnò a visitare il Monastero Sanding, un luogo sacro abbarbicato su una ripida montagna a sud-ovest del lago, all’interno del quale risiedono monaci e monache. Fu fondamentale che io avessi contatti con chi poi si sarebbe preso cura del mio credo. Incredibile, il mio credo! Sono così privi di pregiudizi e di doti manipolatorie che rispettano il tuo Dio chiunque esso sia!
L’energia sprigionata da quel luogo sacro fu  come una ventata di aria fresca in una giornata calda, mi iniettò ,come fosse una siringa, una felicità delirante.

Poco distante la cittadina Nagarze, dove una piccola casupola in legno mi accolse per i giorni successivi, esattamente sette, come sette dovevano essere le mie preghiere e le mie intenzioni ogni giorno. A disposizione avevo un sassolino bianco per scrivere su travi di legno scuro ogni giorno compiuto, disegnando quello che di più positivo la mia mente riuscisse a creare. Ricordo tante margherite e tanti cuori e tante piccole Anna con gonna e codini. Il cibo era scarso poichè serviva una purificazione, l’acqua era abbondante perchè aveva poteri di rinascita. Una pratica indimenticabile per il suo candore e la gentilezza di chi con garbo e pazienza mi spiegava, senza giudicare la mia inconsapevolezza.
Mi piacerebbe raccontarvi tanti particolari ma mi dilungherei troppo, prometto di scrivere tutta l’esperienza al completo in un pezzo dedicato solo al Tibet.

Rientrata in Italia mi ritornò alla mente quel momento in cui il desiderio pigro di lasciare tutto incombeva su di me, mi sentii spinta da un’altra forza, quella di volontà finalizzata all’Amore che stavo imparando a donarmi e per quanto possa sembrare tutto molto ego riferito, era l’unico percorso per riuscire ad amare gli altri in modo sano e non tossico, senza dipendenze.
All’improvviso il volto delle persone cambiò, sembrava che le persone stesse fossero cambiate, ma in realtà era io che finalmente guardavo, osservavo e valutavo con più attenzione chi mi circondasse.

Quando lasci andare e scopri le tue debolezze, la scremature vien da se’, chi ti ama senza secondi fini, ti resta accanto e molto probabilmente si accorge anche della tua evoluzione, la ama, la emula, ne vuole discutere perché magari gli può essere di aiuto. Ti cerca più di prima!
Lo sappiamo tutti quanto sia difficile scoprire le proprie debolezze nella nostra società, non è sintomo di fragilità ma di coraggio, è un rischio che ho ritenuto necessario. Sapete che è successo? Si è formato il vuoto intorno a me!
Molti si sono allontanati, qualcuno si è posto in modo aggressivo, alcuni con perfidia e falsità hanno giudicato ignorando come al solito e così via, la legge di causa effetto ha fatto il suo rispettato lavoro!
Emile Michel Cioran diceva, “Respireremmo finalmente meglio se un bel mattino ci dicessero che la quasi totalità dei nostri simili si è volatilizzata come per incanto.”  Oppure semplicemente cambiamo strada e lasciamo che se ne occupi la legge della natura.

Io ho amato moltissimo quel viaggio ma Non è necessario volare in Tibet per fare un percorso introspettivo, basta smettere di sentirsi invincibili o perseguitati, valutate voi a quale delle due categorie appartenete, e avvalersi dell’aiuto di un professionista seriamente intenzionato a “considerarvi” !
Magari vi può essere utile sapere che il passato ha una collocazione ben precisa, non può e non deve essere l’alibi per l’ennesima scusa a non prendervi cura di voi stessi.

La Pasqua “con chi vuoi” e le commemorazioni varie hanno assunto un significato ben diverso, non ha importanza in quanti si ricordino di farti gli auguri perchè a volte è il cuore che parla in silenzio, oppure cosa ti scrivano per ricordare rinascita o altre celebrazioni, ma se qualcuno ha avuto un pensiero, qualunque esso sia, lasciate che raggiunga la sua profondità.

 

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4 Commenti

  1. Raffaela D'Angelo

    Meraviglioso scritto ! Brava sorella! Love ❤️

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    • Anna D'Angelo

      Grazie Sorella!!!! Love!!!!

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  2. Antonio Turetta

    Non è necessario proprio volare in Tibet cara amica
    La rinascita della natura è intorno a noi ovunque si sia e se uni-verso è percepire appunto anche per un istante di essere verso l’uno … ecco allora che il passeggiare al parco nord di milano nei colori che rinascono può bene essere un divenire “dentro” pieno di senso .

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    • Anna D'Angelo

      Non è necessario però mi faceva piacere condividere quell’esperienza perchè c’è tanta gente che ama viaggiare ed è sempre una grande ricchezza per animo e cultura. Passeggiare con curiosità è bellissimo ovunque tu sia. Love!

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