Valter Longo The Longevity Diet

by Anna D'Angelo

04.08.22

Un libro Rivelazione

Nel 2016 mi trovavo a New York, stavo studiando il comportamento umano oltreoceano, cercavo di capire il motivo di così tanti contrasti in una terra apparentemente leggera.
A West Village tra la 154 west e la 10th street c’è una splendida libreria dove spesso andavo a rifugiarmi quando mi sentivo confusa e in cerca di qualche risposta.
Tra gli scaffali, posizionati un po’ disordinatamente qualche libro mi riportava bambina, altri ad esplorare una sfera affettiva un po’ farraginosa.
I miei occhi indagatori si fermarono su un testo che aveva un titolo al sapore di Vita, “The Longevity Diet” di Valter Longo, sapeva di straordinaria promessa e chissà magari una delle tante che si trovano tra libri, web e social ma io lo aprii proprio per capire se il contenuto fosse la solita dieta noiosamente proposta che avrei provato e accantonato in breve tempo.

Le prime pagine mi catturarono a tal punto che mi sedetti per terra appoggiata al muro per continuare indisturbata la lettura di questa emozionante storia di vita e di scelte prodigiose.
Genovese di origini Calabrese Valter Longo a 16 anni parte per gli Stati Uniti per studiare musica, una chitarra elettrica e un inglese scarso, doveva stare un mese, oggi dopo trentanni è ancora lì.
Quello che mi intrigava della storia che stavo leggendo erano le sue descrizioni dettagliate di uno stile di vita soprattuto culinario completamente diverso rispetto al suo paese natio, così differente da indurlo a cambiare orientamento.
Da Musica a Biochimica, sotto severe considerazioni di docenti che pronosticavano un fallimento, poiché le basi che aveva erano molto più…rock! Per mantenersi agli studi decise di arruolarsi nell’esercito americano ed è lì che la sua curiosità si trasformò in attenti studi sul cibo, attività fisica e conseguente perdita o aumento di peso.
Il cibo era principalmente costituito da carne e carboidrati più quella bevanda color caramello zuccherata come premio ad estenuanti allenamenti.Prese peso e massa muscolare ma questo non significava forza bensi degenerazione cellulare come scopre successivamente, una quantità superiore di proteine associata agli zuccheri sono acceleratori dell’invecchiamento!
Ecco, mi soffermai per un attimo su questo concetto.
Ciò che stavo leggendo non era la spiegazione di una remise en forme attraverso il cibo giusto ,era molto di più, era una vera e propria ricerca  sulla juventologia e epidemiologia. Studi approfonditi su popolazioni centenarie e su quelle affette da nanismo, che vivono in Ecuador, a  cui manca  il recettore dell’ormone della crescita.
Una particolare attenzione alle proteine, agli zuccheri e ai lieviti.
Il lievito Saccharomyces Cerevisiae nutrito a sola acqua vive di più e lo zucchero l’ingrediente che lo uccide!
Mi era tutto molto chiaro, molto logico e la sorpresa fu scoprire quanta importanza il Prof Longo desse alle quantità e varietà del cibo, al digiuno, cercando di nutrirsi nell’arco delle 12 ore e all’attività fisica!  Un modo per distribuire equamente le calorie e per non dare al corpo quell’abitudine che alla lunga creerebbe invecchiamento cellulare.
Una dieta vegana con aggiunta di pesce! Cosa c’è di più buono pensai? Poi a metà libro la grande rivelazione “DMD:la guarigione da dentro” . Cosa stavo scoprendo? Una dieta chiamata Mima Digiuno, una dieta che mima il digiuno attraverso la combinazione di tre pasti al giorno più spuntini tisane e vitamine per la durata di cinque giorni. Una dieta mirata al ripristino cellulare.
Tra i warning tutti coloro ai quali è sconsigliata per arrivare alla parte più dolente ma di estrema importanza: diabete, obesità e Alzheimer!
Ogni parola calibrata sotto l’aspetto scientifico mi dava una sicurezza in tutto quello che stavo leggendo, una minuziosa ricerca e i suoi evidenti risultati, la certezza che il prof Longo fosse di ragguardevole considerazione medico scientifica
Duecentonovantuno pagine lette in un’ora mi avevano spalancato un mondo affascinante, necessario, importante per  la nostra vita, per la nostra vecchiaia.
Iniziai a seguire la sua ricerca, le conferenze, le sue pubblicazioni e mi dedicai alla cura del cibo acquistandolo con consapevolezza  e seguendo le sue ricette. Iniziai subito ad avere degli evidenti benefici così al mio rientro dagli stati uniti mi rivolsi alla sua fondazione di Milano dove mi accolse un team di Dottoresse belle, giovani gentili e molto preparate tra le quali la Dottoressa Cervigni Romina che da quel giorno non hai ma smesso di seguirmi ed io di ascoltare i suoi consigli.
Attraverso una dieta studiata secondo le mie esigenze e i miei valori degli esami ematici iniziai un percorso per una educazione alimentare che si rivelò vincente!
La testimonianza di quanto sia stato determinante questo eccellente salto di qualità l’ho piacevolmente esposta in una intervista video che troverete qui sotto, dove racconto la mia esperienza e la mia fiducia in chi dedica la propria esistenza alla ricerca, per migliorare la per aiutarci a stare meglio 

Oggi il Prof Longo fondatore e presidente della omonima Fondazione in Italia, è direttore dell’Istituto di Longevità alla University of Southern California -Davis School of Gerontology di Los Angeles, uno dei centri più importanti per la ricerca sull’invecchiamento.
Inoltre è direttore del programma di Oncologia e Longevità presso l’IFOM,l’Istituto Firc di Ocologia Molecolare.
Si contano premi e riconoscimenti, nel 2018 è stato nominato dalla rivista Time una delle 50 persone più influenti al mondo!
Nel frattempo ha scritto altri due libri, “Alla tavola della Longevità” e “Il cancro a digiuno” 

Io non ho più dubbi, mi voglio bene e voglio stare bene e perché no anche restare “giovane con le mie rughe”!
Se voi avete dubbi vi lascio una frase del Prof Longo che durante le mie perplessità e la lettura di Longevity Diet ebbi un rivelazione.
“Le grandi scoperte nascono spesso grazie a dubbi e creatività”

Buona Vita a Tutti e prendetevi cura di voi stessi affidandovi alle persone giuste!

VIDEO NON SMETTERE DI DANZARE – ANNA 

VIDEO DIRETTA FACEBOOK CON PROF LONGO, DOTT CERVIGNI, ANNA D’ANGELO  

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Lo sapete come è nata la Guida Michelin?

La guida Michelin fu ideata da due fratelli, Édouard e André Michelin, nel 1898, nove anni dopo la fondazione dell’omonima Fabbrica di Pneumatici francesi. I due iniziarono quasi per gioco a redarre un piccolo breviario che rendesse più piacevole lo spostamento degli allora pochi automobilisti francesi.
Il piccolo libretto di quattrocento pagine, scritto dai fratelli Michelin, conteneva diverse informazioni: stazioni ferroviarie, medici e farmacisti, meccanici e benzinai, e naturalmente gommisti, collocati in almeno 2000 località di cui veniva fornito anche il numero di abitanti residenti.

Insomma, la  Guida Michelin era un’ottima compagna di viaggio che inizialmente veniva offerta gratuitamente. Non si poteva ancora pensare ad un business visto che le automobili in tutta la Francia erano appena 3000. La svolta avvenne per caso. Si narra che Andrè Michelin in sosta dal benzinaio, notò che una pila di sue guide era utilizzata come spessore per ovviare alla mancanza di una gamba di un tavolo. La lungimiranza non mancava ad Andrè: era convinto che l’automobile avrebbe caratterizzato tutto il ‘900 e non si sbagliava. Decise allora di trasformare il piccolo libretto gratuito in una guida a pagamento.

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