Acrimonia

by Anna D'Angelo

15.11.21

L’Alter Ego di Invidia

»Anna D’Angelo

La moda cambia e si rinnova anche nelle parole, risvolti linguistici ci presentano sempre nuovi lemmi, l’accademia della crusca ci accompagna piacevolmente ad usare termini ed espressioni che possano sostituire per addolcire quella ostica ed indigesta “emozione secondaria”nonché quarto vizio capitale!   

Ma che cos’è? 

Vi faccio un esempio: Se parli più di quanto ascolti, non solo privi te stesso di molte opportunità di accumulare conoscenze utili, ma rivelerai i tuoi progetti e le tue finalità a gente, “certa gente” che proverà gusto a sconfiggerti, perché ti invidia.

Si, certa gente ti invidia, prova questo disdicevole sentimento ma se glielo chiedi ti dirà che l’invidia non sa proprio che cosa sia, che non fa parte del suo DNA, che non rientra nelle sue più che corrette abitudini. 

Nel dolore ti ingannano, turlupinano il tuo pensiero e vorrebbero vedere la tua metamorfosi ma, sconfitti dalla potenza del bene sul male, nella gioia non si danno pace e pianificano nuovamente la loro battaglia. 

C’è un Virus di cui non voglio parlare e non voglio nemmeno menzionare che ha definito i generi, ha strutturato le peculiarità, chi era straordinario è diventato prodigioso, mirabile, eccezionale; chi era invidioso è rimasto miserabilmente tale perché non credo si possa cadere più in basso di colui che prova un tale negativo e riprovevole sentimento!

C’ è un monologo di un film straordinario ” the big Kahuna”, pellicola del 1984, attori di ammirevole talento, sceneggiatura drammaticamente malinconica ma strutturalmente maestra di vita.
Il monologo è una esemplare descrizione di come dovremmo condurre una vita semplicemente senza farci troppe seghe mentali,  l’essenza è tratta da un testo di un insuperabile e saggio Franco Battiato,  nella rielaborazione del testo anche Pasquale Di Molfetta (Linus) enfatizza come nel monologo la parte destinata all’acrimonia: “non perdere tempo con l’invidia, a volte sei in testa, a volte resti indietro. La corsa è lunga,

 

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Lo sapete come è nata la Guida Michelin?

La guida Michelin fu ideata da due fratelli, Édouard e André Michelin, nel 1898, nove anni dopo la fondazione dell’omonima Fabbrica di Pneumatici francesi. I due iniziarono quasi per gioco a redarre un piccolo breviario che rendesse più piacevole lo spostamento degli allora pochi automobilisti francesi.
Il piccolo libretto di quattrocento pagine, scritto dai fratelli Michelin, conteneva diverse informazioni: stazioni ferroviarie, medici e farmacisti, meccanici e benzinai, e naturalmente gommisti, collocati in almeno 2000 località di cui veniva fornito anche il numero di abitanti residenti.

Insomma, la  Guida Michelin era un’ottima compagna di viaggio che inizialmente veniva offerta gratuitamente. Non si poteva ancora pensare ad un business visto che le automobili in tutta la Francia erano appena 3000. La svolta avvenne per caso. Si narra che Andrè Michelin in sosta dal benzinaio, notò che una pila di sue guide era utilizzata come spessore per ovviare alla mancanza di una gamba di un tavolo. La lungimiranza non mancava ad Andrè: era convinto che l’automobile avrebbe caratterizzato tutto il ‘900 e non si sbagliava. Decise allora di trasformare il piccolo libretto gratuito in una guida a pagamento.

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