20 luglio 1969

by Anna D'Angelo

20.07.19

Quella notte…

Le stelle brillavano incontrastate, le strade erano deserte, la luna faceva capolino velatamente dietro a scure montagne alle 21.07, era crescente.

Gli agricoltori seminavano fagioli, piselli, fave, sedano e cavoli, i pescatori attendevano le prime luci del mattino perché verso il plenilunio la quantità pescata sarebbe stata soddisfacente.
Io come sempre a caccia di leggende scopro che la notte del 20 luglio 1969  a Chianalea, un piccolo villaggio di pescatori in Calabria, stava accadendo qualcosa di diverso.

 Platone nella sua descrizione colorava quel piccolo borgo con diverse tonalità di viola dando vita ogni sera ad una visione sempre nuova, ma quella notte la luna aveva sorpreso tutti con un biancore candido e luminoso permettendo ai pescatori di tessere più reti e di non attendere le prime luci dell’alba perché una così guida lucente non l’avrebbero mai più avuta. 

Le sirene riemergevano dagli abissi e attratte da quel chiarore  nuotavano al contrario, all’indietro, i loro occhi erano illuminati da quella bellezza che amava giocare a nascondino, lasciando scoprire solo metà della sua rotondità.
Raggiungevano lo scoglio e si fermavano ad ammirare la straordinarietà di quel satellite.
sirene-chianalea

Le reti si moltiplicarono ,il pescato fu il più abbondante degli ultimi ventanni e Don Piso,così veniva chiamato il pescatore più anziano del villaggio per le sue frequenti pennichelle, guidato da quella luce ,raggiunse una delle sirene che sognava e bramava da tempo.
Insieme scomparvero lasciando una rete argento che Don Piso costruì per catturare la sua amata. Oggi quella rete viene usata in un rituale per tutti i novelli sposi ai quali si augura lungo amore tra la trama e l’ordito.

Mentre in quel borghetto si giocava a nascondino qualcuno dall’altra parte stava per compiere un grande passo per l’umanità.
Ore 22.17 Neil Armstrong comunicava al centro di controllo della Nasa: “ Houston ,qui base tranquillità,Aquila è atterrata!  
apollo-11-landed

Nel frattempo tra la leggenda di Chianalea e la Missione Apollo 11, a distanza di pochi minuti nasceva una bambina il cui nome aveva una sequenza tale da poter essere letto anche al contrario, da sinistra a destra o da destra a sinistra, il suo nome restava immutato!
Curioso, anche la sirena poteva nuotare all’indietro e la sua strada restava immutata quasi fosse una palindromia associata a quella forte energia sprigionata da quella sfera lassù nel cielo! 

Irraggiungibile, come spesso fu descritta ma immaginata dalla fantasia dell’Ariosto, dai greci, da Dante, da Petrarca  che ne fa una metafora dei suoi stati d’animo malinconici e notturni ,da Leopardi che la considera amica ne  “Il Canto notturno di un pastore errante dell’Asia”,da San Francesco, da Ungaretti, la Luna è una musa per i poeti di tutti i secoli.
“Deve essere proprio importante se tutti la vogliono toccare, è il caso di dire “guarda che luna” in men di mezzora ha generato tutto questo?

A proposito di quella bambina, oggi si rivolge alla luna un po’ come faceva Gabriele D’Annunzio, cogliendo l’intima atmosfera di pace e riposo, simbolo di speranza e di evoluzione.
Scrive in luna crescente, riposa in luna calante mentre insieme intavolano conversazioni interessanti e …si ascoltano in silenzio.
William Shakespeare riteneva “fosse folle parlare alla luna e da stolti non prestarle ascolto”, niente di più inconfutabile che quella bambina fossi io e son certa che se oggi quel grande drammaturgo dell’essere o non essere fosse qui avrebbe da dirle così tante cose!

Quella notte, che notte…e che perfetto sincronismo!  

 

 Libri consigliati: Quel giorno sulla Luna (Oriana Fallaci) , 50 anni dopo il futuro (Vincenzo Gallo)

Videoclip e Link Consigliati:

La Luna vista da Saffo, Petrarca, d’Annunzio e Van Gogh.

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Lo sapete come è nata la Guida Michelin?

La guida Michelin fu ideata da due fratelli, Édouard e André Michelin, nel 1898, nove anni dopo la fondazione dell’omonima Fabbrica di Pneumatici francesi. I due iniziarono quasi per gioco a redarre un piccolo breviario che rendesse più piacevole lo spostamento degli allora pochi automobilisti francesi.
Il piccolo libretto di quattrocento pagine, scritto dai fratelli Michelin, conteneva diverse informazioni: stazioni ferroviarie, medici e farmacisti, meccanici e benzinai, e naturalmente gommisti, collocati in almeno 2000 località di cui veniva fornito anche il numero di abitanti residenti.

Insomma, la  Guida Michelin era un’ottima compagna di viaggio che inizialmente veniva offerta gratuitamente. Non si poteva ancora pensare ad un business visto che le automobili in tutta la Francia erano appena 3000. La svolta avvenne per caso. Si narra che Andrè Michelin in sosta dal benzinaio, notò che una pila di sue guide era utilizzata come spessore per ovviare alla mancanza di una gamba di un tavolo. La lungimiranza non mancava ad Andrè: era convinto che l’automobile avrebbe caratterizzato tutto il ‘900 e non si sbagliava. Decise allora di trasformare il piccolo libretto gratuito in una guida a pagamento.

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