Quando il senso perde senso

by Anna D'Angelo

17.02.19

Suore di Clausura e Facebook come una cipolla sopra un gelato!

Forse non sono sufficientemente allenata a questa corsa per raggiungere la quasi “obbligata” contemporaneità” ma la notizia giunta dalla Santa Sede ove si dichiara che “anche” le Suore di Clausura possono crearsi profili su Facebook mi lascia un po’ sbalestrata!

Il termine “clausura”  viene dal latino “claudere” che significa “chiudere”.  La Suora di Clausura è chiusa in un convento per vocazione (così dicono) o per scelta. Quella è la loro casa, considerata anche dimora di Dio al quale dedicano la loro vita. Una vita sobria, contemplativa e lontana da ogni forma di mondanità.  Non ho idea se ci fosse o meno una postilla con precisato un “salvo diverse indicazioni di Dio“,  (in tal caso le cose cambierebbero!) ma fermo restando che di postille non ve ne fossero, così è ben descritto dal “Cor Orans” Istruzione applicativa della Costituzione Apostolica “Vultum Dei Quaerere” sulla vita contemplativa femminile.

Contrordine dalla Santa Sede che concede alle devote la possibilità di usare i social e i media purché ci sia sobrietà e discrezione per non svuotare il silenzio contemplativo! Ma certo perché fb è di per sé sobrio e per nulla stornante o deviante! E’ come dare un topolino ad un gatto con la pancia piena, sicuramente non lo mangia ma appena gli ritorna fame chi ci dice che un tentativo non lo faccia?

Decisamente progressista il nostro Papa Francesco ma un giorno vorrei mi spiegasse il concetto di contemplazione e vita consacrata!

In sostanza se una donna sceglie isolamento e austerità che dedica a Dio,  perché mai dovrebbe interessarle quel che succede oltre la grata? Allora non è meglio se esce e si prende una boccata d’aria? Forse scoprirebbe che non si merita quella punizione.

Meno male c’è fb a sostituire quella difficile conquista alla libertà così piano piano si svuoteranno gli Istituti di vita consacrata e allora indovinate un po’… sarà tutta colpa di Zuckerberg!

Ne sapete sempre una più del diavolo!

 

 

 

 

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4 Commenti

  1. Costanza
    Hai proprio ragione!! 🙂
    Rispondi
    • Anna
      eheheh…strani controsensi..
      Rispondi
  2. Eli
    Effettivamente non mi sembra ci sia coerenza con il concetto di ‘clausura’.
    Rispondi
    • Anna
      Tanto va la suora a FB che ci lascia la vocazione! 😂😂😂
      Rispondi

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Lo sapete come è nata la Guida Michelin?

La guida Michelin fu ideata da due fratelli, Édouard e André Michelin, nel 1898, nove anni dopo la fondazione dell’omonima Fabbrica di Pneumatici francesi. I due iniziarono quasi per gioco a redarre un piccolo breviario che rendesse più piacevole lo spostamento degli allora pochi automobilisti francesi.
Il piccolo libretto di quattrocento pagine, scritto dai fratelli Michelin, conteneva diverse informazioni: stazioni ferroviarie, medici e farmacisti, meccanici e benzinai, e naturalmente gommisti, collocati in almeno 2000 località di cui veniva fornito anche il numero di abitanti residenti.

Insomma, la  Guida Michelin era un’ottima compagna di viaggio che inizialmente veniva offerta gratuitamente. Non si poteva ancora pensare ad un business visto che le automobili in tutta la Francia erano appena 3000. La svolta avvenne per caso. Si narra che Andrè Michelin in sosta dal benzinaio, notò che una pila di sue guide era utilizzata come spessore per ovviare alla mancanza di una gamba di un tavolo. La lungimiranza non mancava ad Andrè: era convinto che l’automobile avrebbe caratterizzato tutto il ‘900 e non si sbagliava. Decise allora di trasformare il piccolo libretto gratuito in una guida a pagamento.

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