Tutto il mondo è paese

by Anna D'Angelo

22.01.19

Tolstoy diceva: Tutti pensano a cambiare il mondo ma nessuno pensa a cambiare se stesso!

Hygge-danese

Gli inglesi, loro si che si fanno i fatti propri, i tedeschi, i norvegesi, i danesi con il loro Hygge gli svedesi con Lagom non hanno bisogno di misurare il nostro stile di vita o il tipo di viaggio che faremo per sentirsi meglio o peggio.
Loro viaggiano, mangiano, bevono, ridono, piangono e l’unico punto di riferimento sono se stessi e le proprie possibilità!
Forse riescono anche a condividere la vostra felicità senza peccare di malevolenza e morir di bile, se usciamo da luoghi comuni troviamo questo e ancor di più anche se tutto il mondo è paese c’è un mondo che sa distinguersi per la sua evoluzione!

italiani

Gli Italiani sono work in progress o si stanno ancora barcamenando tra le loro possibilità e capacità e quelle degli altri?
Rosicano dei successi altrui, improvvisandosi grandi consolatori quando le cose vanno male o riescono a trovare un equilibrio che gli permette di confrontarsi senza sentirsi inferiori?
Insomma tra gli scatoloni in cantina troviamo ancora chi è così abile a piangere l’insuccesso dell’amico e pessimo a gioire per la sua felicità, ma 
non è il caso di fingere uno stato d’animo per evitare reazioni poco solidali, forse è più il caso di smettere di frequentare queste antichità che ancora vivono nel paleolitico e non sanno campare di proprie soddisfazioni.
La Regina Madre* Elizabeth Angela Marguerite Bowes-Lyon  adorava l’italiano e aveva imparato a dire..”fatevi i cazzi vostri”! Per lei era un sottile intercalare con quell’accento che pareva chiedesse per favore! Tra un Gin e l’altro esercitava il suo italiano e si era appassionata a certi turpiloqui che…“la mettevano di buon umore!”
Sempre bene prendere spunto da donne così argute e sagge!

Buona riflessione con questa splendida poesia di Goethe:

L’Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade,
ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole.
Onestà tedesca ovunque cercherai invano,
c’è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina;
ognuno pensa per sé, è vano, dell’altro diffida,
e i capi dello Stato, pure loro, pensano solo per sé.
(Johann Wolfgang Goethe)

 

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Lo sapete come è nata la Guida Michelin?

La guida Michelin fu ideata da due fratelli, Édouard e André Michelin, nel 1898, nove anni dopo la fondazione dell’omonima Fabbrica di Pneumatici francesi. I due iniziarono quasi per gioco a redarre un piccolo breviario che rendesse più piacevole lo spostamento degli allora pochi automobilisti francesi.
Il piccolo libretto di quattrocento pagine, scritto dai fratelli Michelin, conteneva diverse informazioni: stazioni ferroviarie, medici e farmacisti, meccanici e benzinai, e naturalmente gommisti, collocati in almeno 2000 località di cui veniva fornito anche il numero di abitanti residenti.

Insomma, la  Guida Michelin era un’ottima compagna di viaggio che inizialmente veniva offerta gratuitamente. Non si poteva ancora pensare ad un business visto che le automobili in tutta la Francia erano appena 3000. La svolta avvenne per caso. Si narra che Andrè Michelin in sosta dal benzinaio, notò che una pila di sue guide era utilizzata come spessore per ovviare alla mancanza di una gamba di un tavolo. La lungimiranza non mancava ad Andrè: era convinto che l’automobile avrebbe caratterizzato tutto il ‘900 e non si sbagliava. Decise allora di trasformare il piccolo libretto gratuito in una guida a pagamento.

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