Raffaela D’Angelo

by Anna D'Angelo

24.09.18

Quando l’eccellenza è straordinariamente congiunta

Dalle frange delle bambole alle sfilate in passerella.

Lo so, gioco in casa, e la mia minuziosa ricerca dell’eccellenza non è mai stata così facile, ma non posso esimermi di fronte ad una certa raffinatezza.

Raffaela D’Angelo è un Made in Italy nato dieci anni fa ma io me la ricordo da ragazzina e ve la voglio raccontare.

Lei non si svegliava al mattino ma lusingava garbatamente la luce con la sua nobile delicatezza ma mirata determinazione. Si abbigliava, pettinava e truccava con precisione. Nostra madre lo aveva insegnato ad entrambe ma io sembravo sempre avere un nido di uccelli in testa, dopo essere uscita da una montagna di vestiti sgualciti, lanciati e buttati all’aria mentre i suoi rigorosamente allineati ed in perfetta gradazione.

Si aggirava per casa con un libro nella mano sinistra ed un pennello nella mano destra e nelle sue giornate di relax ritagliava piccole bambole di carta alle quali creava vestiti e costumi con bizzarre e divertenti frange come fossero delle piccole squaw. Osservandola pensavo che ogni frangia rappresentasse quella parte interiore curiosa e stravagante che teneva celata perché timida e riservata. Le frange erano quelle piroette, quelle elusioni e quelle estrosità che conservava  nella la sua composta e quieta essenza. Frange che hanno deciso un talento, una indole,  una marchiata passione.

raffaela-dangelo-2018

Oggi Raffaela D’Angelo è un brand che ha più di 300 punti vendita nel mondo. Un Made in Italy  che porta la garanzia della sua artigianalità affidandosi per la produzione alla nota azienda piemontese Valery.

L’anno 2017 la vede protagonista nei suoi primi dieci anni di questo meraviglioso percorso e Parigi la cattura per assegnarle il Premio “Stilista dell’Anno” a Mode City. 

La Summer Collection 2019, ha appena avuto il suo esordio sulla passerella di uno storico Teatro Vetra che ne ha esaltato la sua bellezza. Capi di sofisticate creazioni e raffinati tessuti hanno appassionato un pubblico sempre più numeroso! Fantasie audaci ma eleganti e pizzi preziosi hanno armoniosamente sfilato su meravigliose modelle. Federica Pellegrini, bellissima e statuaria musa per Raffaela D’Angelo, indossava la novità della collezione: il “My-kini, un costume intero che si può personalizzare totalmente.

Ecco, questa è la bambina che giocava con forbici carta e matite e che oggi si dedica alla sua più grande passione. Lasciate che anche i vostri figli seguano il loro sentire anche se può sembrare strano come le frange di una piccola squaw.

Se è vero che tutti i diavoli vestono….la moda, gli angeli sanno stupirti!

– Anna D’Angelo –

collezione-rd-2019

 

Federica-Pellegrini-My-Kini

 

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10 Commenti
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Lasciate che anche i vostri figli seguono il loro istinto ,,,,,,,meraviglioso 💕💕💕👏👏👏👏👏
si…la nostra mamma ha sempre creduto in noi..
Brava Raffaella complimenti per i tuoi meritati traguardi. Non stancarti mai di creare qualcosa di unico che ci faccia continuare a sognare il bello, l’elegante ed il raffinato!
scrivile sulla mail del suo sito qui questa risposta non la vede. ho messo il link nell’articolo
Anna meraviglioso articolo!! Bravissime entrambe!! ❤️
Grazie Giulia!!!!
Grande la mia socia , complimenti a tua sorella,sono dei capi molto eleganti e delicati
Ciao Sociooo grazieeeee!!!! un bacio grandeeeeee
Come maslianichese, sono orgogliosa di voi!!!
Vi ricordo bambine!
Ma grazie!!!!!

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Lo sapete come è nata la Guida Michelin?

La guida Michelin fu ideata da due fratelli, Édouard e André Michelin, nel 1898, nove anni dopo la fondazione dell’omonima Fabbrica di Pneumatici francesi. I due iniziarono quasi per gioco a redarre un piccolo breviario che rendesse più piacevole lo spostamento degli allora pochi automobilisti francesi.
Il piccolo libretto di quattrocento pagine, scritto dai fratelli Michelin, conteneva diverse informazioni: stazioni ferroviarie, medici e farmacisti, meccanici e benzinai, e naturalmente gommisti, collocati in almeno 2000 località di cui veniva fornito anche il numero di abitanti residenti.

Insomma, la  Guida Michelin era un’ottima compagna di viaggio che inizialmente veniva offerta gratuitamente. Non si poteva ancora pensare ad un business visto che le automobili in tutta la Francia erano appena 3000. La svolta avvenne per caso. Si narra che Andrè Michelin in sosta dal benzinaio, notò che una pila di sue guide era utilizzata come spessore per ovviare alla mancanza di una gamba di un tavolo. La lungimiranza non mancava ad Andrè: era convinto che l’automobile avrebbe caratterizzato tutto il ‘900 e non si sbagliava. Decise allora di trasformare il piccolo libretto gratuito in una guida a pagamento.

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