A New York si ritorna sempre

by Anna D'Angelo

02.06.16

Come una stella di Broadway

La curiosità mi porta sempre a scoprire cosa altro ci sia rischiando di scavare in terreni dove presumibilmente altro non trovo che scheletri di un “déjà vu et un déjà dit”, eppure quando penso che siamo in troppi per poter fare tutti le stesse cose, ho delle eclatanti sorprese.

Tra uno slalom e l’altro, attraverso imponenti costruzioni che grattano il cielo, sentivo l’angoscia di non riuscire a fermarmi per non essere travolta da un miliardo di formiche pensanti. 
Quanto tempo avrei impiegato per dimostrare che nella diversità qualcuno mi avrebbe stupito?
Solo aspettando, aspettando e aspettando seduta su un gradino osservando tutti uno per uno.
L’elemento dominante fu “l’essenzialità” che genera l’infatuazione.
Spesso l’essenzialità la si subisce perché obbligati a gestire loro, quelli che ci guardano, tutto deve essere celere e tempestivo ma la magnificenza dell’amore…aaaah quella non implica sinteticità.

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Vi ricordate? Non c’è tempo per il tempo.
L’infatuazione entra in campo come una volgare giocatrice d’azzardo, ci ruba poco tempo, pochi sentimenti e miserabilmente ci illude di provare un impulso idilliaco per nascondere l’essenza di un furore passeggero.
Ecco cos’è cambiato, gli sguardi tornano ad essere protagonisti ma di una mesta compensazione.
Chi si ferma si distingue da questi camaleonti e qualcuno grazie al cielo c’è ancora.
Attenzione al contagio in caso di sintomi attraversate il ponte, dall’altra parte c’è un sottile desiderio di “perdersi” per emozionarsi.

Dal film Capodanno a New York

Video clip: Come una stella di Broadway, 007 casinò 

 

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Lo sapete come è nata la Guida Michelin?

La guida Michelin fu ideata da due fratelli, Édouard e André Michelin, nel 1898, nove anni dopo la fondazione dell’omonima Fabbrica di Pneumatici francesi. I due iniziarono quasi per gioco a redarre un piccolo breviario che rendesse più piacevole lo spostamento degli allora pochi automobilisti francesi.
Il piccolo libretto di quattrocento pagine, scritto dai fratelli Michelin, conteneva diverse informazioni: stazioni ferroviarie, medici e farmacisti, meccanici e benzinai, e naturalmente gommisti, collocati in almeno 2000 località di cui veniva fornito anche il numero di abitanti residenti.

Insomma, la  Guida Michelin era un’ottima compagna di viaggio che inizialmente veniva offerta gratuitamente. Non si poteva ancora pensare ad un business visto che le automobili in tutta la Francia erano appena 3000. La svolta avvenne per caso. Si narra che Andrè Michelin in sosta dal benzinaio, notò che una pila di sue guide era utilizzata come spessore per ovviare alla mancanza di una gamba di un tavolo. La lungimiranza non mancava ad Andrè: era convinto che l’automobile avrebbe caratterizzato tutto il ‘900 e non si sbagliava. Decise allora di trasformare il piccolo libretto gratuito in una guida a pagamento.

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